"UILPA 2018, un anno alla grande": ecco l'edizione dicembre 2018 di UILPA Magazine

Le sorprese si sa non finiscono mai ed in questi giorni assistiamo ad una serie di comportamenti e di atti inattesi che, più che annunciare il prossimo Natale, sembrano preannunciare la Pasqua.

Andiamo per ordine.

Pochi giorni fa abbiamo denunciato la stranezza di una “sessione negoziale” al di fuori degli ambiti della contrattazione integrativa di ente, con soggetti non abilitati a contrattare, accompagnata dalla definizione finanche dei contenuti di specifici istituti del CCNI 2018 delle aree, quando apprendiamo che il Presidente avrebbe adottato (il condizionale è d’obbligo visto che a tutt’oggi nessun rappresentante di questa Amministrazione si è degnato di informarne preventivamente le Organizzazioni Sindacali firmatarie del CCNL di comparto), il 30 novembre scorso, una determinazione con la quale viene definito il piano dei fabbisogni di personale per il triennio 2018/2020.

Sul piano formale, ma nelle relazioni sindacali sappiamo bene che la forma è anche sostanza, l’adozione del suddetto documento è avvenuta senza che vi sia stata la benché minima interlocuzione con le Organizzazioni Sindacali: ricordiamo ai Vertici dell’INPS che l’attuale CCNL di Comparto delle aree prevede, espressamente, quale materia oggetto di informazione, nell’ambito dell’organismo paritetico per l’innovazione, gli andamenti occupazionali delle singole Amministrazioni. Aver adottato un provvedimento su tale materia nella forma della determinazione presidenziale, al di là delle mancate condivisioni all’interno della Tecnostruttura che emergono in modo evidente dalla lettura delle premesse della determinazione, rappresenta una palese violazione delle norme contrattuali vigenti.

Sul piano dei contenuti, al di là dei proclami e del dato globale di 31.155 unità di fabbisogno ideale programmato, del tutto insufficiente rispetto ai volumi di attività svolte e di prestazioni erogate, la determinazione presidenziale produce la contrazione in termini numerici di determinati profili senza che alcuna norma di legge imponga, a differenza del passato, dei tagli alla dotazione di personale dell’INPS.

Nello specifico si tagliano 32 posti sulla dirigenza, tra prima e seconda fascia, precludendo di fatto qualsiasi ipotesi di crescita professionale per i prossimi lustri all’interno dell’Istituto, alla faccia dell’investimento sul capitale umano, e 12 sul profilo dei professionisti del ramo tecnico edilizio senza tralasciare il taglio subdolo di 266 unità sul fabbisogno dell’area B che viene di fatto fotografata all’esistente (5094 fabbisogni rispetto ad una consistenza di 5093 al 12.11.2018) con il risultato che i colleghi di area A, in possesso del diploma di scuola superiore, dovranno dire addio a qualsiasi ipotesi di progressione verticale verso l’area immediatamente superiore. Tale operazione demenziale, disegnare per alcuni profili il fabbisogno sulla fotografia del quadro esistente, produce il rischio che, qualora in futuro il legislatore dovesse imporre nuovi tagli alle dotazioni di personale nelle pubbliche amministrazioni, nel nostro Ente si debba incidere “sulla carne viva” con dichiarazioni di sovrannumeri e conseguenti attivazioni di processi di mobilità forzata. Non c’è che dire: un bel capolavoro!

Dulcis in fundo, per completare il quadro con un’ulteriore violazione delle vigenti norme contrattuali, va segnalato lo stravolgimento dei rapporti tra primo e secondo livello differenziato di professionalità per quanto attiene alle tre famiglie dei professionisti del ramo legale, di quello statistico-attuariale e di quello tecnico edilizio. Infatti a fronte di una norma contrattuale vigente, l’articolo 12 del CCNL del 21/7/2010, che prevede l’articolazione dei professionisti in due livelli differenziati di professionalità, rispettivamente nella misura del 40% sul secondo livello e del 60% sul primo livello, l’Istituto stravolge tali rapporti con il risultato che, fotografando i livelli differenziati di professionalità sul dato effettivo, i professionisti dovranno di fatto dire addio alla possibilità di accedere ai secondi livelli.

Alla luce di tutte le considerazioni esposte invitiamo i soggetti istituzionali che all’interno dell’INPS svolgono funzioni di controllo ad intervenire per rimuovere un’evidente condizione di illegittimità rappresentata dalla determinazione sulla definizione del piano dei fabbisogni di personale per il triennio 2018/2020.

Roma, 11 dicembre 2018

FP CGIL
Matteo ARIANO

CISL FP
Paolo SCILINGUO

UIL PA
Sergio CERVO

CONFINTESA
Francesco VIOLA

CONFSAL-UNSA
Piergiuseppe CIARALDI

CIDA
Lucio PALADINO